La responsabilità nella value chain dell’AI
In occasione del lancio di Lidia 2.0, nuova piattaforma di intelligenza artificiale per il settore legale presentata a Milano il 18 giugno 2025, l’avv. Marco Pagani ha riunito – nel ruolo di moderatore – tre esperte di primo piano per discutere la Responsabilità nella value chain dell’AI.
Il panel ha offerto un confronto fra normativa, prassi industriale e best practice.
- Sabrina Chibbaro - Notaia presso AC Notai - presso ha aperto i lavori intrecciando il paradigma risk-based dell’AI Act con l’esigenza di una vigilanza umana continua. Secondo la relatrice, la mera compliance procedurale agli artt. 9-13 del Regolamento non basta a inoculare i bias strutturali dei dataset: serve un presidio operativo che consenta al professionista di contestare l’output deviato;
- La Dott.ssa Anna Lanza - Manager of compliance AI presso Fastweb - ha poi introdotto il modello dei «cerchi concentrici» di responsabilità, provider del modello, provider di piattaforma, deployer-studio legale, cliente-committente, rappresentando l’asimmetria regolatoria che oggi grava sul terzo anello. Per riequilibrare la filiera ha proposto un modello di responsabilità più diffusa che contempli tutta la value chain dell’AI.
- Infine, l’avv. Emanuela Semino - co-founder and partner presso Vectis - ha analizzato la responsabilità in relazione alla diligenza professionale, che parte dall’AI literacy, e ai presidi tecnici dei fornitori e all’explainability dei risultati. Solo rendendo comprensibili processi e le fonti utilizzate è possibile consentire allo studio legale di presidiare la propria sfera di responsabilità e di trasformare i rischi dell’IA in fattori governabile.
Pur muovendo da angolature diverse, le tre relatrici convergono su un punto cardine: la responsabilità lungo la catena dell’IA non è un evento residuale, ma un processo di qualità continua che richiede governance basata sul rischio, sorveglianza umana qualificata e trasparenza tecnica. I contributi che seguono forniscono la mappa concettuale per declinare tali principi nei contesti professionali a più alto impatto.
Nelle conclusioni presentate al termine degli interventi, LIDIA propone un quadro sintetico delle sfide aperte e delle soluzioni operative emerse dal dibattito.
