Diritto, LLM e ricerca: Fondamenti teorici, protocolli operativi e criteri di validità
Si assume che gli LLM siano dispositivi di modellazione statistica del linguaggio; ne consegue che l’impiego è legittimo solo entro un impianto metodologico che subordini ogni affermazione rilevante a fonti identificabili, verificabili e correttamente citate (regola cite-or-silent). Il contributo si articola in tre direttrici:
(i) un quadro teorico che distingue competenza apparente, inferenza probabilistica e giustificazione normativa;
(ii) protocolli operativi per issue spotting, governance delle fonti (primarie, secondarie, giurisprudenza), impiego di sistemi RAG e tracciabilità mediante audit trail;
(iii) criteri di validità e metriche di qualità, sia ex ante (idoneità e copertura delle fonti) sia ex post (replicabilità, controllo degli errori, accountability).
Ne risulta un’architettura della fiducia fondata sulla separazione dei ruoli: definizione dell’oggetto, delle ipotesi e dell’interpretazione alla competenza del giurista; supporto esplorativo-organizzativo all’LLM (classificazione, deduplicazione, normalizzazione, sintesi con citazioni).
Obiettivo finale è un metodo trasparente, replicabile e professionalmente esigente, capace di coniugare efficienza tecnica e rigore epistemico nella comunità legale.
